Quanto durano i supplementari nel calcio? Il regolamento

I tempi supplementari nel calcio durano 30 minuti complessivi, suddivisi in due tempi da 15 minuti ciascuno. Vengono disputati quando una partita a eliminazione diretta termina in parità al termine dei 90 minuti regolamentari. Un’altra opzione, nelle competizioni con gare di andata e ritorno, è quando persiste l’equilibrio nel punteggio complessivo. Il loro obiettivo è stabilire quale squadra accede al turno successivo o conquista il trofeo.
Tra il primo e il secondo tempo supplementare è previsto un breve intervallo, mentre al termine dei 30 minuti si procede ai calci di rigore se il risultato è ancora in parità.
Cosa sono i tempi supplementari?
I tempi supplementari sono un periodo di gioco aggiuntivo disputato al termine dei 90 minuti regolamentari quando una partita deve avere una vincitrice. Non fanno quindi parte della durata ordinaria dell’incontro, ma rappresentano una fase extra prevista dal regolamento in determinate competizioni.
I supplementari vengono utilizzati esclusivamente nelle gare a eliminazione diretta, come le coppe nazionali e internazionali, gli Europei, i Mondiali e altre competizioni in cui un pareggio non è sufficiente a determinare la squadra qualificata o vincitrice. Nei campionati, invece, non sono previsti: se al termine dei 90 minuti il punteggio è in parità, la partita si conclude con un pareggio e ciascuna squadra ottiene il risultato previsto dal regolamento della competizione, solitamente un punto.
L’obiettivo dei tempi supplementari è offrire alle due squadre un’ulteriore possibilità di conquistare la vittoria sul campo prima di ricorrere ai tiri di rigore, che vengono eseguiti soltanto se il risultato resta in equilibrio anche dopo i 30 minuti aggiuntivi.
Quanto durano i supplementari nel calcio?
I tempi supplementari iniziano immediatamente dopo i 90 minuti regolamentari e vengono disputati senza azzerare il risultato maturato fino a quel momento. Ma quanto durano i tempi supplementari nel calcio? Le due squadre giocano quindi altri 30 minuti, suddivisi in due tempi da 15 minuti, con l’obiettivo di sbloccare la situazione e conquistare la vittoria.
Tra il primo e il secondo tempo supplementare è previsto un breve intervallo durante il quale le squadre cambiano campo, mentre il cronometro continua a seguire le normali regole del calcio: al termine di ciascun tempo l’arbitro può concedere un recupero per compensare eventuali interruzioni di gioco.
Anche durante i supplementari restano valide le norme sulle sostituzioni previste dalla competizione. Nella maggior parte dei tornei organizzati secondo il regolamento IFAB, dopo le cinque sostituzioni consentite nei tempi regolamentari ogni squadra può effettuare un cambio aggiuntivo esclusivamente nel corso dei tempi supplementari.
Quanto durano i tempi supplementari agli Europei e ai Mondiali?
I tempi supplementari caratterizzano da sempre sia gli Europei che i Mondiali, con numerose partite entrate nella storia proprio grazie ai 30 minuti extra. Ma quanto durano i tempi supplementari nel calcio? Si tratta di due tempi da 15 minuti ciascuno, spesso decisivi per assegnare un trofeo. Per trovare un esempio recente non bisogna andare troppo indietro: la finale tra Spagna e Argentina è stata decisa dal gol di Ferran Torres al 106′, che ha consegnato alle Furie Rosse il secondo titolo mondiale della loro storia.
I supplementari, però, non riguardano soltanto le grandi competizioni per nazionali. Vengono infatti utilizzati anche in tornei come Champions League, Europa League, Conference League, Coppa Italia (nelle semifinali e in finale) e in molte coppe nazionali, esclusivamente nelle sfide a eliminazione diretta in cui è necessario stabilire una squadra vincitrice.
In passato erano previsti anche il golden goal e il silver goal, due sistemi pensati per abbreviare la durata delle partite. Con il golden goal la gara terminava immediatamente al primo gol segnato nei supplementari. Abolito il golden goal, troppo punitivo per la squadra che subisce gol, si è pensato di istituire il silver gol. In questo secondo caso, la gara si concludeva al termine del primo tempo supplementare se una delle due squadre si trovava in vantaggio. Entrambe le regole sono state successivamente abolite da IFAB e FIFA: oggi i tempi supplementari vengono sempre disputati integralmente e, in caso di ulteriore parità, il vincitore viene deciso ai calci di rigore.
I tempi supplementari in Coppa Italia
Anche nelle principali competizioni nazionali organizzate dalla FIGC i tempi supplementari trovano spazio, anche se il loro impiego cambia in base al torneo e alla fase della competizione. La durata dei supplementari di calcio in Coppa Italia resta sempre la stessa: due tempi da 15 minuti ciascuno.
In Coppa Italia, però, non vengono disputati nei primi turni a eliminazione diretta. Fino ai quarti di finale, infatti, in caso di parità al termine dei 90 minuti regolamentari si va direttamente ai calci di rigore. L’extra-time è invece previsto nelle semifinali, se il punteggio complessivo tra andata e ritorno è in equilibrio, e nella finale, prima dell’eventuale ricorso ai rigori.
Come funzionano e quanto durano i supplementari nella Supercoppa Italiana
Diverso il discorso per la Supercoppa Italiana, il cui regolamento è cambiato più volte negli ultimi anni. Con il format della Final Four sia le semifinali sia la finale prevedevano il passaggio diretto ai tiri di rigore in caso di parità dopo i 90 minuti regolamentari, senza la disputa dei tempi supplementari. È quanto accaduto, ad esempio, nella semifinale dell’edizione 2025-26 tra Bologna e Inter, vinta dai rossoblù ai calci di rigore. Nonostante questo, i nerazzurri hanno saputo metabolizzare presto la delusione della sconfitta, conquistando lo Scudetto. La squadra di Chivu si presenta come favorita per la vittoria finale anche per la stagione 2026-27, con le valutazioni iniziali dei principali siti scommesse che propongono un eventuale back-to-back tra l’1.90 di StarCasinò e il 2.00 di SNAI.
A partire dalla stagione 2026-27, la Supercoppa Italiana tornerà al tradizionale formato con gara secca. A contendersi il trofeo saranno Inter e Lazio. I nerazzurri hanno conquistato sia lo Scudetto sia la Coppa Italia, guadagnandosi il diritto di sfidare in Supercoppa la finalista sconfitta della coppa nazionale. In attesa del regolamento ufficiale, resta da capire se verranno disputati i tempi supplementari e, di conseguenza, la loro durata prima dell’eventuale ricorso ai calci di rigore, oppure se si passerà direttamente dal 90′ ai penalty.
Quando i tempi supplementari restano nella storia
Nel corso della storia del calcio, i tempi supplementari hanno regalato alcune delle partite più emozionanti e memorabili di sempre. In diverse occasioni, infatti, trofei e qualificazioni sono stati decisi proprio nei 30 minuti aggiuntivi, senza la necessità di ricorrere ai tiri di rigore.
Tra gli esempi più celebri c’è Italia-Germania Ovest 4-3, semifinale dei Mondiali del 1970 passata alla storia come la “Partita del Secolo”. Dopo l’1-1 maturato nei tempi regolamentari, le due nazionali diedero vita a tempi supplementari spettacolari con ben cinque reti. A decidere l’incontro fu il gol di Gianni Rivera al 111′, che regalò agli Azzurri l’accesso alla finale.
Un’altra sfida iconica è la finale dei Mondiali 2010 tra Spagna e Olanda. Dopo una gara estremamente equilibrata, fu Andrés Iniesta a trovare il gol decisivo al 116′. Le Furie Rosse hanno vinto quindi il primo titolo mondiale della loro storia.
Anche la finale degli Europei 2016 è entrata di diritto nella storia dei supplementari. Contro ogni pronostico, il Portogallo superò la Francia grazie alla rete di Éder al 109′. I portoghesi conquistarono così il primo Campionato Europeo della propria storia davanti ai tifosi francesi.
Infine, abbiamo già citato la finale dei Mondiali 2026, decisa nei tempi supplementari. A New York, la Spagna ha superato l’Argentina grazie al gol di Ferran Torres al 106′. La squadra spagnola ha vinto così il secondo titolo mondiale della propria storia e dando continuità al ciclo vincente inaugurato con gli Europei del 2024.
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