Differenza VAR e AVAR: cosa significano e quali sono i compiti

La differenza tra VAR e AVAR riguarda principalmente i compiti svolti durante una partita: il VAR è responsabile delle verifiche video degli episodi e delle comunicazioni con l’arbitro in campo, mentre l’AVAR ha il compito di assisterlo, monitorando le immagini, seguendo il gioco durante le revisioni e supportando la gestione delle comunicazioni.
Nel calcio moderno la tecnologia ha assunto un ruolo sempre più importante, contribuendo a supportare gli arbitri nelle decisioni più delicate di una partita. Tra gli strumenti introdotti negli ultimi anni ci sono il VAR, acronimo di Video Assistant Referee, e l’AVAR, ovvero Assistant Video Assistant Referee. I due termini vengono spesso utilizzati insieme, ma identificano due figure con compiti differenti. Entrambi fanno parte della squadra arbitrale e operano nella sala dedicata alla revisione delle immagini.
Ma quali sono, nel dettaglio, le differenze tra VAR e AVAR? Quali compiti svolgono e in quali situazioni possono intervenire? Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Che cosa significa VAR?
Il VAR è l’acronimo di Video Assistant Referee, traducibile in italiano con l’espressione assistente arbitrale video. A differenza dell’AVAR (Assistant Video Assistant Referee), che svolge un ruolo di supporto, il VAR è il principale responsabile delle verifiche video e del dialogo con l’arbitro in campo. Si tratta di un ufficiale di gara che assiste il direttore di gara attraverso la consultazione delle immagini televisive. Il suo compito è individuare eventuali errori chiari ed evidenti o gravi episodi non rilevati dagli ufficiali di gara durante la partita. Per farlo, ha accesso alle riprese televisive e può analizzare un’azione attraverso diverse telecamere e angolazioni, utilizzando anche replay e immagini al rallentatore.
Il VAR non interviene, però, su ogni singolo contatto o episodio dubbio. Il suo utilizzo è limitato a specifiche situazioni previste dal protocollo e deve rispettare il principio dell’errore chiaro ed evidente oppure quello del grave episodio non visto. Quando individua una possibile irregolarità, comunica le proprie valutazioni all’arbitro, che può decidere di confermare la decisione presa in campo oppure procedere a una revisione delle immagini a bordo campo.
La presenza del VAR è ormai una componente consolidata del calcio moderno, tanto da entrare anche nelle valutazioni dei bookmaker. In vista del prossimo turno di Serie A, infatti, i migliori bookmaker AAMS quotano la possibilità che un arbitro venga richiamato al monitor: Betsson propone una quota di 3.50, mentre Sisal sale a 4.50. Un dato che testimonia quanto la tecnologia sia diventata parte integrante delle dinamiche di una partita.
In quali situazioni può intervenire il VAR?
Il protocollo IFAB stabilisce che il VAR sia il principale responsabile delle verifiche video, mentre l’AVAR lo affianca e lo supporta durante le procedure di controllo e revisione. I due ufficiali collaborano per individuare eventuali irregolarità, ma il loro intervento è regolato da precise disposizioni: la tecnologia può essere utilizzata soltanto in specifiche categorie di episodi e non per correggere qualsiasi decisione arbitrale. Le principali categorie previste dal protocollo sono quattro:
| Situazione | Quando può intervenire il VAR |
| Gol o non gol | Per verificare eventuali irregolarità nell’azione che ha portato alla rete, come un fallo, un fuorigioco o un pallone uscito dal campo |
| Calcio di rigore o non rigore | Per valutare se un penalty è stato assegnato o negato correttamente |
| Espulsione diretta | Per verificare un episodio da cartellino rosso diretto, ma non una normale seconda ammonizione |
| Scambio d’identità | Quando l’arbitro ammonisce o espelle il calciatore sbagliato |
Il protocollo aggiornato prevede inoltre, come possibilità opzionale per le competizioni, la revisione di un calcio d’angolo assegnato chiaramente in modo errato, ma soltanto se la decisione può essere corretta immediatamente e senza ritardare la ripresa del gioco. Anche all’interno delle categorie previste, il VAR non interviene automaticamente per ogni episodio dubbio: deve esserci un errore chiaro ed evidente o un grave episodio non visto dagli ufficiali di gara.
Che cosa significa AVAR?
L’AVAR è l’Assistant Video Assistant Referee, ovvero assistente dell’arbitro video. A differenza del VAR, che è il principale responsabile delle verifiche e del dialogo con l’arbitro in campo, l’AVAR svolge una funzione di supporto e contribuisce al corretto svolgimento delle procedure di revisione. È un ufficiale di gara che affianca il VAR durante tutta la partita.
Il suo ruolo diventa particolarmente importante quando il VAR è impegnato nell’analisi di un episodio. In quel momento, l’AVAR può continuare a seguire le immagini televisive, monitorare quanto accade sul terreno di gioco e supportare le comunicazioni con l’arbitro, così da garantire che nulla sfugga all’attenzione della squadra arbitrale. Tra i suoi compiti rientrano anche la registrazione degli episodi sottoposti a verifica, il monitoraggio di eventuali problemi tecnici o di comunicazione e il conteggio del tempo perso durante i controlli.
Qual è la differenza tra VAR e AVAR?
Qual è la differenza tra VAR e AVAR? Riguarda le responsabilità e le mansioni svolte durante una partita. Il VAR è il riferimento principale per l’analisi degli episodi al video, mentre l’AVAR lo assiste e si occupa di attività complementari.
| Aspetto | VAR | AVAR |
| Significato | Video Assistant Referee | Assistant Video Assistant Referee |
| Ruolo | Principale ufficiale di gara al video | Assistente del VAR |
| Compito principale | Analizzare gli episodi e comunicare eventuali errori all’arbitro | Supportare il VAR durante i controlli e le revisioni |
| Immagini | Ha accesso alle riprese e ne gestisce la revisione | Continua a monitorare le immagini e gli episodi |
| Comunicazioni | Dialoga con l’arbitro in campo | Supporta le comunicazioni e può intervenire in situazioni specifiche |
| Responsabilità | Individua le situazioni da sottoporre all’attenzione dell’arbitro | Collabora alla gestione della procedura |
È importante sottolineare che né il VAR né l’AVAR possono sostituirsi all’arbitro nella decisione finale. La responsabilità dell’ultima valutazione rimane sempre del direttore di gara, anche quando sceglie di basarsi esclusivamente sulle informazioni ricevute dalla sala video.
Quali sono i compiti del VAR e dell’AVAR durante una partita?
Le due figure collaborano all’interno della sala operativa video, conosciuta come Video Operation Room (VOR). Qui vengono analizzate le immagini della partita e gestite le comunicazioni con l’arbitro in campo. Pur lavorando insieme, VAR e AVAR svvolgono compiti differenti. Ecco una tabella riepilogativa per comprendere meglio le rispettive funzioni:
| VAR | AVAR |
|---|---|
| Controlla gli episodi potenzialmente rilevanti attraverso le immagini televisive. | Segue le immagini televisive mentre il VAR è impegnato in un controllo o in una revisione. |
| Individua eventuali errori chiari ed evidenti o gravi episodi non visti. | Registra gli episodi sottoposti a verifica. |
| Analizza le azioni attraverso diverse angolazioni e velocità di riproduzione. | Annota eventuali problemi tecnici o di comunicazione. |
| Comunica all’arbitro le informazioni utili per valutare un episodio. | Supporta il VAR nei contatti con l’arbitro. |
| Può raccomandare una revisione quando ritiene che ci sia un errore da correggere. | Registra il tempo perso durante le procedure di controllo e revisione. |
| È il principale responsabile delle verifiche video. | Comunica informazioni relative alle decisioni VAR alle parti interessate. |
I due ufficiali lavorano quindi in sinergia, con responsabilità complementari e un obiettivo comune: garantire una valutazione il più possibile accurata degli episodi, riducendo il rischio di errori nelle decisioni arbitrali.
Chi prende la decisione finale tra VAR, AVAR e arbitro?
Nonostante il lavoro svolto nella sala video, la decisione finale spetta sempre all’arbitro principale. È proprio in questo passaggio che emerge un’ulteriore differenza tra VAR e AVAR: il primo può segnalare un possibile errore e raccomandare una revisione, mentre il secondo ha esclusivamente un ruolo di supporto e non interviene autonomamente nella valutazione dell’episodio.
Il VAR, infatti, non può imporre una decisione al direttore di gara. Allo stesso modo, l’AVAR non decide l’esito di un episodio, ma assiste il collega e contribuisce alla corretta gestione della procedura. L’arbitro può quindi confermare la propria decisione iniziale oppure modificarla dopo aver ricevuto le informazioni dalla sala video o aver consultato direttamente il monitor.
Questo principio è fondamentale per comprendere il funzionamento della tecnologia: il VAR non sostituisce l’arbitro, ma lo aiuta a prendere decisioni più accurate nei momenti più delicati della partita.
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